giovedì 6 marzo 2008

"Arrivederci Madrid" La stampa spagnola accusa


I quotidiano iberici puntano il dito indice contro il Real, eliminato da una grande Roma. Porca miseria, titola As, riprendendo l'home page di Marca. Gongolano i rivali catalani: dall'analisi del Mundo Deportivo, alla frecciata di Sport


"Porca miseria". E' sufficiente il titolo del quotidiano spagnolo As per descrivere tutta l'amarezza dopo l'impresa della Roma a Madrid. Obiettivo il foglio della capitale: "La Roma è stata migliore e ha vinto", scrive. E onestamente aggiunge: "Raul in gol in fuorigioco; addio senza gloria del Real", con una frecciata eloquente a Schuster: "Alla prima vera curva pericolosa la squadra ha fallito". Insomma, un fallimento.


SENZA PIETA' -Marca, che già nell'edizione online aveva fatto uso dell'imprecazione scelta per la prima da As, va giù duro con un "Ni novanta minutos ni 'nà", un po' come dire zero assoluto, sottolineando che è "mancato lo spirito delle grandi rimonte". Marca nel sito evidenzia invece a caratteri cubitali l'affermazione dell'allenatore tedesco Bernt Schuster, secondo il quale il k.o. "Non es una derrota", non è una disfatta.


IRONIA CATALANA - Frecciate a valanga, ovviamente, dai giornali catalani. El Mundo Deportivo sintetizza con un "Fuori dall'Europa": "La Roma trionfa contro un Real senza argomenti", mentre Sport saluta il Real e scrive "Arrivederci Madrid". Interessante l'approfondimento: "Stavolta non c'è stata magia né 'miedo scenico'", riferendesoi alla paura che agli avversari suscita il Santiago Bernabeu. Il politico Pais, sempre critico, non ha dubbi: "Il Real è senza idee, la squadra di Schuster torna a cadere negli ottavi, questa volta contro una Roma molto ben organizzata".

Roma, ritorno trionfale E Vucinic si scopre eroe


Se in casa Roma da ieri sera Manchester è solo il nome di una città inglese, buona parte del merito è suo. Mirko Vucinic, elogiato da Spalletti dopo la gara, ha deciso il ritorno degli ottavi di finale di Champions League, in cui i giallorossi hanno battuto 2-1 il Real Madrid al Santiago Bernabeu. Cancellando i fantasmi dell’Old Trafford, trascinando la Roma ai quarti per il secondo anno consecutivo, miglior risultato nella storia del club (nell'era Champions, arrivò in finale quando si chiamava coppa dei Campioni). L’attaccante montenegrino è entrato in campo al 20’ del secondo tempo, al posto di Mancini, sullo 0-0.


E ha fatto sfracelli. In rapida successione ha colpito un palo di sinistro sul cross di Tonetto, costretto Pepe al secondo fallo da ammonizione, facendo guadagnare alla Roma la superiorità numerica, tenuto palla nel concitato finale orchestrando i contropiede giallorossi, e infine segnato nel recupero il gol del 2-1, quello della sicurezza, del tripudio. La rete che stanotte, quando alle 4.30 l'aereo della squadra è atterrata a Fiumicino, ha radunato centinaia di tifosi all'aeroporto per festeggiare gli "eroi" di Madrid: per loro un'accoglienza trionfale con bagno di folla e il festoso assalto al pullman della squadra che solo dopo 20' è riuscito a farsi strada sotto l'occhio vigile e discreto della polizia.


SALTO DI QUALITA’ - Mirko Vucinic ha 24 anni, ed è alla seconda stagione con la Roma. E’ unanimemente considerato un buon giocatore, ma sembrava sempre mancargli un centesimo per fare un euro, insomma quel qualcosa in più per consacrarsi campione. Forse al Bernabeu, un santuario pagano del pallone, Vucinic ha definitivamente spiccato il volo verso una dimensione diversa. Assoluta. Magari verso un posto da titolare fisso. O comunque da certezza assoluta. I piedi sono buoni, le qualità fisiche anche, il potenziale eccellente. Insomma, se quello di Madrid è stato un click definitivo su di lui ci saranno tanti altri articoli da scrivere. Di sicuro lo spezzone di gara giocato dal montenegrino è stato favoloso. Ha colpito la rapidità con cui è entrato in partita, ma anche la cattiveria sottoporta che in passato qualche volta gli era mancata. Dopo il 90' non si è lasciato andare a trionfalismi, ma ha ammesso: "Sì, è stata la mia miglior serata in maglia giallorossa".


UOMO DI COPPA - E di serate positive Vucinic in questa stagione, in cui ha trovato spazio da vice-Totti, come centravanti, ma anche come esterno alto nel 4-2-3-1 di Spalletti, ne ha vissute parecchie, soprattutto in Champions. Dove ha segnato più che in campionato. Il parallelo è da stropicciarsi gli occhi: 22 presenze e 3 gol in serie A, 6 presenze e 4 reti nella massima competizione europea per club. Non a caso è lui il capocannoniere giallorosso di coppa. Vucinic ha segnato il gol del 2-1 definitivo sullo Sporting Lisbona il 23 ottobre, poi ha siglato una doppietta nel 4-1 alla Dinamo Kiev in Ucraina il 27 novembre. Gol pesanti. Ma nemmeno paragonabili a quello di ieri notte. Che ha mandato in Paradiso una Roma stellare.





Blog en italiano

A partir de hoy vamos a introducir una novedad en el blog y es que los articulos que colgaremos pasaran a ser en italiano.Esperamos que esta medida tenga acecptación y que a todos os guste.

Ciao!!

martedì 4 marzo 2008

Roma conmemora el centenario del nacimiento de la actriz Anna Magnani

Con numerosos actos, entre ellos "Ciao Anna. Il centenario", la ciudad de Roma conmemora estos días el centenario del nacimiento de la actriz Anna Magnani, que se cumple el 7 de marzo
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El acto se celebró en el palacio Altieri, donde la inolvidable intérprete de "Roma, città aperta" vivió hasta su muerte en 1973. Lo presidió su hijo, Luca Magnani, y al mismo asistieron el que fuera en siete ocasiones primer ministro, el democristiano Giulio Andreotti; la veterana actriz Silvana Pampanini; la hija del actor italiano Totó, Liliana De Curtis, y el cineasta Carlo Lizzani. Durante el homenaje se proyecto además el documental 'Anna Magnani. Femmina immortale' ('Anna Magnani. Mujer inmortal') en el que se hace un repaso a la trayectoria y la vida de la actriz a través del testimonio de amigos y colaboradores como el del director Luchino Visconti. '

Nannarella', como la llamaban sus amigos, nació en Roma el 7 de marzo de 1908 aunque pasó la mayor parte de su infancia en Alejandría (Egipto), de ahí que muchos creyeran que nació en la ciudad egipcia. Después de la Segunda Guerra Mundial volvió a Italia, donde inició su carrera teatral para, en 1934, dedicarse al cine en el que debutó con la película 'Cavallería'.

El éxito le llegó en 1941, cuando Vittorio de Sica le dio un papel en 'Teresa Venerdi', aunque el filme que le dio la fama mundial fue 'Roma, città aperta', de Roberto Rossellini. La escena de esta película en la que Magnani muere está considerada como una de las más patéticas y ejemplares de la historia del cine. Durante el acto de conmemoración del centenario de su nacimiento el hijo de la actriz comentó que su madre "era una persona de una modernidad increíble, que nunca siguió las modas y que fue capaz de anticiparse a los tiempos".

Por su parte, Andreotti declaró que Anna Magnani "no necesita homenajes". "Le debemos tanto como al cine italiano de aquella época (las décadas de los años 40 y 50), que nos hizo recuperar espacio en un mundo en el que teníamos muchos enemigos", agregó el veterano político, de 89 años. Este acto ha sido el primero de una larga lista de homenajes que tendrán lugar durante todo el 2008 en diferentes lugares de Italia.

Muere el tenor Giuseppe Di Stefano en Italia

El tenor italiano Giuseppe Di Stefano, a quien Luciano Pavarotti debía su lanzamiento al estrellato, murió en Milán este lunes a los 86 años.

Di Stefano falleció tras permanecer en coma desde el pasado diciembre al no recuperarse completamente de un ataque durante un robo en su casa de vacaciones de Kenia a finales de 2004.

Su compatriota y compañero Pavarotti, que falleció el pasado año, saltó a la fama cuando Di Stefano se retiró de una actuación de "La Boheme" en el Covent Garden de Londres en 1963. Pavarotti actuó ante un abarrotado auditorio y nació una estrella.

Los medios locales dijeron que Di Stefano nunca se había recuperado del todo de los brutales golpes que recibió de unos asaltantes desconocidos en su villa cercana a la localidad turística de Mombasa, en Kenia.

Tratado de graves heridas en la cabeza, fue trasladado al hospital en Milán donde entró en coma el pasado diciembre.

Nacido en Sicilia, Di Stefano hizo su debut operístico en 1946 y debutó en La Scala de Milán el año siguiente. Grabó muchos discos con Maria Callas y Pavarotti.

Italia declara bien cultural 101 de sus películas más universales


Promovida desde el Festival de Cine de Venecia y asumida por el Ministerio de Cultura, una comisión de expertos, entre los que predominan historiadores y críticos cinematográficos, presentó esta semana en la Casa del Cine de Roma un listado de 101 filmes italianos considerados bien cultural y, como tales, deberán ser restaurados y protegidos como cualquier otro monumento del país.


La selección se ajustó al período transcurrido entre 1942, cuando comenzó el neorrealismo surgido en plena Segunda Guerra Mundial, y 1978, período conocido como «los años de plomo», cuando el país estuvo muy convulsionado políticamente y se cimentó un tipo de cine militante que derivó en subgénero político con autores como Giuliano Montaldo, Elio Petri, Francesco Rosi, Bertolucci o los hermanos Taviani.


Como era previsible, el listado lo encabeza Federico Fellini con siete películas, entre ellas La dolce vita (1960), Ocho y medio (1963) y Amarcord (1974). Luchino Visconti lo sigue con seis, entre ellas Obsessione (1943), El Gatopardo (1963) y Muerte en Venecia (1971). Lo siguen Vittorio de Sica, con cinco filmes, con Ladrón de bicicletas (1948) en primer lugar. Directores como Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci o Ettore Scola están en la amplia nómina con varios filmes, que incluyen obligadas referencias del cine italiano como Roma, città aperta (1951), de Roberto Rossellini, o Guardias y ladrones (1951), de Mario Monicelli.


El Gobierno italiano se compromete a dedicar fondos económicos para iniciar cuanto antes el programa de restauraciones, aunque en el caso de autores como Visconti, Fellini o Bertolucci, ya se están realizando en los últimos años, en parte debido a la campaña de sensibilización llevada a cabo desde la Federación Internacional de Archivos Fílmicos (FIAF), fundada en 1938 y con sede en Bruselas, cuya finalidad es «recuperar, coleccionar, preservar y proyectar imágenes en movimiento, consideradas como obras de arte y de expresión cultural y como documentos históricos», compromiso del que participan 120 instituciones pertenecientes a más de 65 países.


Igualmente, con la declaración como bien cultural de estas 101 películas, Italia pretende salvar para la historia sentimental de su país un amplio catálogo de estrellas emblemáticas, como Vittorio Gassman, Marcelo Mastroianni, Totò, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Silvana Mangano, Anna Magnani o Sophia Loren, entre muchas otras.

Exhuman los restos del padre Pío

Funcionarios de la iglesia exhumaron el cadáver del padre Pío, un santo italiano de vasta popularidad, cuyos restos serán exhibidos al público en las próximas semanas, y el cuerpo está tan bien conservado que "sus uñas están como si acabase de hacerse la manicura", señaló el lunes un alto prelado.

El obispo Domenico D'Ambrosio, un representante del Vaticano que supervisó el desentierro del cadáver el domingo en la noche, dijo que el cuerpo estaba muy bien preservado.

El padre Pío, un monje capuchino que tuvo gran cantidad de seguidores en Italia y en el extranjero, murió en 1968 luego de vivir durante décadas experimentando hemorragias en sus manos y pies, similares a las heridas que sufrió Jesús en la cruz. El papa Juan Pablo II lo convirtió en santo, en el 2002.

Funcionarios de la iglesia deseaban exhumar el cadáver para que los feligreses puedan orar delante de él, al cumplirse el 40° aniversario de su muerte. También querían adoptar medidas a fin de asegurar que estaba bien preservado.

D'Ambrosio dijo que no había señales de "estigmas" en sus miembros, luego de un examen inicial el domingo y el lunes. Pero señaló que aparte de eso, el cadáver estaba "bien conservado".
Las uñas del padre Pío, dijo D'Ambrosio, "están como si acabase de hacerse la manicura".

Cuando el padre Pío falleció, las ceremonias de beatificación y canonización atrajeron a cientos de miles de personas de todo el mundo hacia el Vaticano.

Pero durante décadas, muchos en la Santa Sede se sintieron incómodos con su popularidad y dudaron que sus inexplicables heridas fuesen verdaderas, o sus virtudes místicas algo auténtico. Se le prohibió durante varios años que celebrara misa en público, pese al constante aumento de sus seguidores.

El cadáver del padre Pío será exhibido para la veneración pública a partir de mediados de abril en San Giovanni Rotondo, una población cercana al Adriático, en el sur de Puglia, donde vivió